Friday, 25 February 2011

The shop and I.

Italian version below/ Segue versione in italiano

Coming from a family of artisans and then perhaps just coming from Florence, Italy, shops are to me a natural environment.
Florence is one of the most beauty-full place I've ever visited, and that is well known. But the real tissue of the city is made out of its "botteghe".  Independently from how many changes may have occurred, Florence is still its shops and the people who work there as well.
I don't pretend that a foreigner can experience what I'm talking about, but I'm sure that the same thing happens in a lot of places. So I assume you get it.

The shops, possibly the old, broken, dark ones, which are often closed or with the note: back in one hour, are to me places of the heart and friendly landmarks when walking around the city.

Although it can't be the same, this is the reason why I decided for an etsy shop.

I had in fact to close my own shop because I was moving to Dublin. After one year, I was missing my life so much that I drew a a portrait of the artist as a young woman, otherwise known as: the shop and I.


Portrait of the artist as a young woman, and the shop behind.

Some time later, together with a friend of mine, I was making a graphic novel. As location, a tiny little shop in Dublin. A girl. A life of stories good to be written.
When our creepy-fantasy (SIC) story started becoming identical to mine, I decided to quit drawing.


The demo of our creepy-fantasy comic book

When I realized I was daydreaming of my own life instead of daydreaming about Angelina Jolie's, I decided to upgrade the experience here in Dublin. So I was back to crafting, and after a while, in my own shy way, I opened my virtual shop.

I've no regrets, I'm happy to be here. But I miss crafting and having my own lab where to go every day, only to come out when there's no one else left. I miss walking in the deserted city center heading to my car, while the restaurants are busy, and the noises come only from inside the houses rather than from the streets, and it seems the word is upside down.

So now I'm a virtual florentine, a virtual crafter and a virtual seller. I craft therefore I am.

ITALIAN VERSION/ VERSIONE IN ITALIANO

Venendo da una famiglia di artigiani o forse anche solo venendo da Firenze, i negozi sono il mio ambiente naturale.

Firenze e' uno dei posti più' traboccanti bellezza che abbia mia visitato, e questo e' risaputo.
Ma il vero tessuto della città e' fatto delle sue botteghe.
Indipendentemente da quanti cambiamenti possano essere avvenuti, Firenze e' ancora i suoi negozi e la gente che ci lavora.

Non pretendo che uno straniero possa viversi l'esprerienza di cui parlo, ma sono sicura che la stessa cosa accada un po' ovunque. E quindi do per assunto che la si capisca.

I negozi, quelli possibilmente vecchi, tutti rotti e bui, quelli che son spesso chiusi o con un cartello che dice: torno in un'ora, per me sono luoghi del cuore e amichevoli punti di riferimento quando cammino per la città.

Anche se non potra' essere lo stesso, e' per questa ragione che mi sono decisa per un negozio su Etsy.

Ho dovuto infatti chiudere il mio negozio perché mi stavo trasferendo a Dublino.
Dopo un anno, mi mancava così tanto la mia vita che ho disegnato un Ritratto dell'Artista da Giovane, altrimenti noto come: il negozio ed Io.

(Immagine. Ritratto dell'artista da giovane e il negozio dietro)

Qualche tempo dopo, assieme ad una mia amica, stavo facendo un fumetto. Come scenario, un piccolo negozietto a Dublino. Una ragazza. Una vita di storie buone da scrivere. 
Quando la nostra storia di fantasy-de paura (SIC) ha cominciato a diventare identica alla mia, ho deciso di smettere di disegnare.

(Immagine. La demo del nostro fumetto fantasy-de paura)

Quando ho realizzato soprattutto che stavo sognando ad occhi aperti la mia stessa vita piuttosto che quella di Angelina Jolie, ho deciso per un salto di qualità della mia esperienza dublinese. Così sono tornata a fare artigianato e, dopo un po', alla mia maniera ritrosa, ho aperto un negozio virtuale.

Non ho certo rimpianti, sono felice qui. Mi manca pero' il lavoro manuale ed avere il mio laboratorio dove andare tutti i giorni per uscire solo quando non e' rimasto piu' nessuno.
Mi manca camminare per il centro deserto tornando alla macchina, mentre i ristoranti sono già pieni e i rumori vengono solo da dentro le case, piuttosto che dalle strade, e sembra che il mondo si sia capovolto.

Quindi ora sono una fiorentina virtuale, un'artigiana virtuale e una commessa virtuale.
Faccio, quindi sono.

1 comment:

  1. Da questo post ho capito che siamo entrambe fiorentine ed entrambe viviamo a Dublino, tra le altre cose :)

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